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“Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”. Già il sottotitolo del libro Tienilo acceso” di Vera Gheno e Bruno Mastroianni è un invito a guidare i ragazzi nell’uso consapevole, che facciano uso della testa appunto, di strumenti nuovi.

La sfida di genitori e insegnanti, infatti, si gioca tutta, come ricordato nel libro, tra il “limitarsi allo “spegni e fai altro” o decidere di “entrare nel mondo digitale di cui parte della vita affettiva, relazionale e cognitiva dei giovani si svolge“. Più facile probabilmente la prima, spesso praticata nelle scuole in cui si vieta l’uso dello smartphone, molto più complessa (ma più efficace) la seconda sicuramente.

Le 280 pagine del libro scorrono veloci e rispondono con diversi consigli alla domanda contenuta nella prefazione: come fare per vivere felici e connessi?

Perché i genitori dovrebbero leggerlo?

Prima che abbandoniate questo articolo pensando “ma queste cose dovrebbero insegnarle a scuola ai nostri figli”, provate a pensare che l’educazione digitale rientra tra le cose della vita di cui come genitori dovremo occuparci. Non fosse altro perché siamo responsabili delle azioni che i nostri figli fanno anche nei mondi che consideriamo virtuali ma che, posso assicurare, hanno belle ripercussioni importanti nel mondo reale.

Tanti sono gli spunti di confronto e riflessione nel libro che possiamo usare in famiglia e con i figli, riferiti, per esempio, all’importanza e al peso che hanno le parole, in particolare nella comunicazione digitale; come costruire al meglio la propria identità digitale; come informarsi riscoprendo un po’ di quel senso critico che rischiamo di perdere per la fretta di condividere la prima cosa che troviamo in Rete e come “parlare con gli altri” e degli altri.

Scopriremo, per esempio, che anche e soprattutto on line perdere la pazienza non serve, nemmeno quando siamo arrabbiati per un commento che non ci piace. Capiremo che occorre spiegare, rispiegare, chiarire senza mai stancarci e cercando le parole giuste per farlo. Impareremo (o quanto meno proveremo a farlo) che anche “quando la situazione sembra senza speranze e il contesto completamente ostile” occorre ricordare coloro che, in silenzio, senza intervenire, leggono e leggeranno le tue risposte e si faranno una loro idea della questione. Cose quasi semplici e scontate, ma che potrebbero aiutare gli adulti quanto i ragazzi, no?

Perché gli insegnanti dovrebbero leggerlo?

Come già detto ai genitori, prima che abbandoniate l’articolo pensando che solo a casa si possano definire regole utili a usare al meglio il digitale, ricordiamo che quello che definiamo “mondo virtuale” è oggi così confuso con quello reale da portarci a non riuscire più a distinguere la linea di confine. E siccome, come insegnanti, dovremo aiutare i ragazzi a interpretare il mondo che li circonda per muovercisi nel migliore dei modi, abbiamo un compito importante anche nel far tenere accesi smartphone e testa ai ragazzi.

Ecco, allora, che in ogni pagina del libro troveremo un’idea per un mini dibattito da organizzare nelle nostre classi, anche negli ultimi dieci minuti di lezione o come momento “cuscinetto” tra una interrogazione e una spiegazione.

In particolare la parte intitolata “Parlare di ciò che succede” ci aiuterà a guidare i ragazzi nel trovare il modo giusto di cercare in Rete, di valutare l’attendibilità delle fonti e magari di approfondire meglio prima di credere vera una certa affermazione o notizia. Ma, soprattutto, il riaprire un dialogo intorno a questi temi ci aiuterà a “risvegliare” l’interesse dei ragazzi e a stimolarli nel parlare di cose di cui spesso non riescono a parlare neppure in famiglia.

Buona lettura a tutti, al prossimo libro!

E' analista, programmatrice e formatrice. Giornalista per passione, scrive quasi esclusivamente di tecnologia. Ma prima o poi cambierà tema. O forse no.

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Tienilo acceso, un libro e un invito a educare meglio