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Esistevano da prima del lockdown, ma ce n’eravamo accorti appena. Sono le ben note videochiamate quelle che, nel momento in cui eravamo tutti a casa per il lockdown, da un lato ci hanno salvato la vita e dall’altro ce l’hanno resa un vero incubo. E, se è vero che con il #iorestoacasa, potevano aiutarci a sentirci meno soli, dopo qualche tempo ognuno ha riscoperto il grande valore della solitudine.

Posto, quindi, che per le videochiamate, esattamente come per i medicinali, potremmo mettere l’indicazione usare con moderazione, vediamo quali sono 3 strumenti utili per poterle fare.

Jitsi

Jitsi è una delle possibili soluzioni da scegliere per fare chiamate gratuite e “libere”, in quanto chi ha ideato la piattaforma ha deciso anche di pubblicare il codice con cui la piattaforma è stata realizzata. Funziona ovunque: su Windows, Linux, macOS, iOS e Android e per questo si dice che è “multipiattaforma” e non richiede l’installazione di una specifica app qualora si utilizzi da smartphone.

Durante il lockdown Jitsi è stato messo a disposizione di chi ne ha bisogno tramite la piattaforma iorestoacasa.work, in cui diversi soggetti (anche istituzionali) hanno messo a disposizione i propri server per permettere a chiunque voglia farlo di attivare una stanza virtuale di videoconferenza.

Teoricamente illimitate le persone che possono partecipare al meeting, in pratica il numero dipende dalle caratteristiche del server che ospita la piattaforma e della banda disponibile. Finché banda non ci separi, insomma.

Whatsapp

Whatsapp, della famiglia di Facebook e Instagram, è probabilmente lo strumento più famoso e utilizzato di messaggistica istantanea che, da tempo, mette a disposizione di chi vuole le videochiamate, possibili da fare sia da smartphone che da PC con la versione desktop della piattaforma.

Comodo videochiamare con Whatsapp sicuramente, ma con qualche controindicazione quale per esempio il limite a 8 dei partecipanti. Limite che “casa Facebook” ha voluto bypassare lanciando Messenger Rooms, strumento di videoconferenza disponibile su Facebook che consente la partecipazione fino a 50 persone. Ovviamente l’iscrizione al social in blu è in questo caso obbligatoria come l’app Messenger da installare su smartphone qualora si voglia utilizzare questo come strumento.

Skype

Con il lockdown è resuscitato anche il “vecchio” Skype, piattaforma Microsoft di videoconferenza multipiafforma e possibile da utilizzare da telefono o tablet attraverso una specifica app da scaricare.

Le videochiamate con Skype sono gratuite e soggette anche in questo caso, come Whatsapp, a registrazione, con annessa cessione di dati. Esiste anche una versione “business” con funzionalità aggiuntive e a pagamento.

50 al massimo le persone che, nel momento in cui si scrive, possono partecipare alla videochiamata.

Genitori

Volete fare una videochiamata con gli altri genitori del gruppo Whatsapp? Se sono un gruppo ristretto (massimo 8, come detto) e volete farlo in velocità potete utilizzare direttamente Whatsapp perché avete già il gruppo pronto e soprattutto le persone non devono scaricare niente di diverso da quello che già stanno utilizzando. La controindicazione c’è, poco evidente per molti, ma c’è ed è quella di condividere con l’azienda che gestisce Facebook molti dati che saranno utilizzati per profilarci, ovvero conoscerci meglio per costruire per noi offerte informative e commerciali ogni volta che ci avviciniamo a Internet e non solo a Facebook.

Volete consigliare una piattaforma da far usare ai figli per sentirsi con gli amici? Indubbiamente da preferire Jitsi, anche per far conoscere loro il valore di iniziative basate sul software libero e open source. Ovviamente occorre fare attenzione a un paio di cose: evitare di condividere con altri il link della videoconferenza affinché non si inserisca qualche estraneo, e consigliare loro di chiudere la stanza una volta che sono entrati tutti, facendo un clic sul lucchetto presente in alto a destra.

Insegnanti

Si vuole fare una veloce videochiamata con i ragazzi della nostra classe per un ripasso veloce e non abbiamo a disposizione la piattaforma della scuola? Possiamo proporre Jitsi, strumento libero e sicuro, che non richiede registrazione ai ragazzi (ed evita quindi la raccolta dati) e permette anche la condivisione del desktop nel caso in cui si debba mostrare qualcosa agli studenti. Attenzione a inviare il link della call invitando i ragazzi a non condividerla con terzi e a chiudere la stanza una volta partita la videoconferenza.

Vuoi sentire qualche collega con cui condividi un gruppo Whatsapp? Se siete in meno di 8 e volete fare una cosa velocissima, potete direttamente attivare una call da qui, oppure proporre una “skyppata” qualora invece serva condividere qualche materiale e se colleghi o colleghe hanno un account Skype già registrato (altrimenti sarete maledetti fino all’eternità solo per il fastidio di doverlo fare al volo scrivendo tutti i dati, ndr).

E' analista, programmatrice e formatrice. Giornalista per passione, scrive quasi esclusivamente di tecnologia. Ma prima o poi cambierà tema. O forse no.

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