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Qualche tempo fa anche Kaspersky pubblicò una specie di decalogo per insegnanti per gestire la Didattica A Distanza. E adesso che di DAD – periodicamente e a seconda del colore della zona di appartenenza legata al rischio di diffusione COVID – si torna a parlare, proviamo a ricostruirne uno anche noi.

1. Impara a usare gli strumenti che serviranno a fare una lezione stimolante

Saper utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla scuola (come la piattaforma per la DAD e le cose che questa integra) è solo il primo passo. Per rendere più coinvolgenti e interattive le lezioni, infatti, abbiamo mille altri strumenti a portata di mano: da lavagne interattive come Jamboard, a strumenti come Mentimeter.com per la predisposizione di sondaggi o la creazione di word cloud o Quizizz per la realizzazione di giochi a quiz. Mille siti e funzioni diverse tutte da cercare tramite motore di ricerca per testarle insieme ai ragazzi e vedere l’effetto che fanno.

 2. Cerca le regole della scuola e condividile con i ragazzi

Se la scuola ha predisposto un piccolo “disciplinare”, ovvero un insieme di regole da rispettare per usare al meglio gli strumenti per la DID o la DAD, è il caso di leggerle per rifletterci insieme ai ragazzi.

Se queste, al contrario, non ci sono ancora provate a costruire voi, anche con l’aiuto degli studenti, delle regole da seguire che possano farci usare gli strumenti digitali della scuola in sicurezza.

3. Non esagerare con la proposta di software e tool

Abbiamo detto che gli strumenti informatici da scegliere per impostare le nostre lezioni sono tantissimi. Ma non per questo dovremo imporre ai ragazzi di scaricare migliaia di software diversi, mettendo così in difficoltà anche le famiglie.

Ciò che conta è individuare uno strumento, valutarne il costo (se questo ne presenta uno), per poi assicurarsi che tutti possano averlo: i partecipanti devono essere a proprio agio nell’utilizzare qualcosa che proponete.

4. Scegliere le giuste password

Avere una password unica per tutti i servizi è un errore, lo sappiamo tutti ormai. Questo soprattutto se la password la utilizziamo anche per il registro elettronico per esempio. Ecco, allora che dovremo fare lo sforzo di pensare una parola difficile da scoprire per gli altri e facile da ricordare per noi (suggeriremmo per questo una frase in dialetto) e soprattutto averne una per ogni servizio on line al quale accediamo.

Una fatica, lo sappiamo. Ma ne vale la pena.

5. Elaborare un codice di condotta per le lezioni

Affinché tutto fili liscio, anche se la prima lezione a distanza è ormai solo un ricordo del vecchio lockdown, occorrerebbe raggiungere un accordo tra insegnanti e studenti sulle modalità di svolgimento della lezione.

Si può decidere, per esempio, che la telecamera di tutti deve essere sempre accesa e che solo il microfono dell’insegnante deve essere acceso all’inizio della lezione. Cose note, ma che è sempre utile ribadire (e scrivere).

6. Concordare un “piano B”

Anche i servizi più affidabili a volte incorrono in problemi tecnici. Qualora succeda che la nostra piattaforma per la didattica non sia disponibile, avere un piano B ci aiuterà a non perdere una mattinata.

In accordo con la scuola, potremo immaginarci di usare un’altra piattaforma di videoconferenza come per esempio Jitsi, libera e open source, che consente di creare “stanze virtuali” in modo molto semplice e senza registrazione. Indubbiamente meglio di un Whatsapp, insomma.

7. Essere puntuali

La formazione a distanza, proprio come il lavoro in modalità smart, ci sta abituando alla puntualità per evitare il momento infinito di imbarazzo che si prova nel guardare uno schermo senza avere nessuno davanti.

Usiamo la DAD come strumento per ricordarci di essere puntuali, anche in presenza.  

 8. Proteggere gli account didattici

Soprattutto nel caso in cui in famiglia si condivida uno stesso device (computer o tablet che sia) fate attenzione a proteggere gli account che utilizzate per scopi educativi. Non dovreste avere problemi ad accedervi in qualsiasi momento e nessun altro dovrebbe essere in grado di accedervi.

9. Non abboccare a e-mail di phishing

In questo periodo l’aumentata e improvvisa notorietà delle piattaforme educative e dei servizi di videoconferenza hanno attirato l’interesse dei criminali informatici, che hanno creato siti di phishing, inviando finte email che sembrano portare alla piattaforma ma che invece sono mirate a rubare le credenziali dell’account.

È quindi importante sapere come distinguere i tentativi di phishing dalle e-mail ufficiali e dai messaggi che si potrebbero ricevere da servizi legittimi. I siti di phishing contengono spesso errori, layout sbagliati e link non funzionanti, ma a volte i truffatori riescono a creare pagine di phishing che sono davvero difficili da distinguere da quelle reali. Attenzione quindi a non cadere nella trappola!

 10. Divertitevi

Esattamente come provate a fare ogni giorno entrando in classe, nonostante i mille problemi che ci circondano, cercate di sfruttare questa nuova modalità per imparare qualcosa di nuovo, anche con l’aiuto dei ragazzi, ma soprattutto di rendere piacevole per voi e per chi avete davanti gli esperimenti digitali che farete.

Continuare a fare la stessa lezione che facevamo in aula davanti a uno schermo o a decine di telecamere spente non aiuterà noi e nemmeno i ragazzi.

E' analista, programmatrice e formatrice. Giornalista per passione, scrive quasi esclusivamente di tecnologia. Ma prima o poi cambierà tema. O forse no.

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DAD: 10 consigli per gli insegnanti