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Sarà che adesso la chiedono anche gli studenti stessi e forse sarebbe il caso di prendere atto nel 2021 e in piena pandemia che l’educazione digitale dovrebbe rientrare nel piano scolastico. I motivi sono molteplici ma se dovessi analizzare il tutto dal mio punto di vista professionale, quale giurista esperta in bullismo e cyberbullismo, credo che a fuoco possano essere messi alcuni punti importanti.

La dad non è un mostro. È uno strumento utilissimo che permette comunque agli studenti di “andare “ a scuola. Il problema è l’erogazione. Non possiamo chiedere a studenti e professori di fare dad al 100%. Tolta la piena socialità potrebbe infatti diventare controproducente per la salute dei bambini e dei ragazzi. La dad andrebbe svolta al 50% e l’idea balzata alla cronaca questa estate sarebbe stata perfetta: metà classe in presenza e metà classe in dad a settimane alterne. Il che avrebbe comportato un parziale ritmo scolastico in presenza, rotazione e il 50% di posti liberi sui mezzi pubblici. Inoltre avrebbe permesso lo svolgimento regolare delle lezioni per tutti. Una parziale normalità insomma. Invece la distorsione di una dad al 100% ha acuito i fattori isolamento. Con aumento progressivo di rinuncia alla scuola, atti lesionistici e cyberbullismo.

Passo passo vedremo e analizzeremo insieme quanto il problema cyberbullismo si sia diffuso in pandemia, perché e come una educazione digitale progressiva durante tutto il percorso scolastico possa essere preventiva e funzionale al fenomeno.

Parleremo nei prossimi appuntamenti su Sifascuola di quali sono i numeri da contattare e i servizi disponibili in caso di necessità, delle procedure attive, dei reati e delle conseguenze. Tutte nozioni utili sia ai genitori per capire come seguire e aiutare i propri figli (avendo ben chiara la responsabilità genitoriale di fronte agli eventuali illeciti commessi), sia per gli insegnanti che non possono demandare le responsabilità di una scarsa consapevolezza digitale dei ragazzi solo alla famiglia, dovendo introdurre i propri studenti ad un corretto uso delle nuove strumentazioni anche per evitare conseguenze legali personali.

Vi aspetto con tutti gli approfondimenti nelle prossime settimane!

Giurista specializzata in bullismo e cyberbullismo, formatrice in scuole ed enti. Appassionata di lettura e scrittura. Fonda il suo credo professionale sul brocardo plutarchiano “la Mente non è una nave da caricare ma un fuoco da accendere”

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L’educazione digitale per combattere il cyberbullismo